alla fucina produttiva di Roberto Taufic, di cui si è più volte dato
conto su queste stesse pagine, arriva anche il nuovo disco di Simon Papa, ed è
la migliore prova che, a volte, l'abito faccia il monaco. La copertina ritrare
infatti Simon Papa, tutta di bianco vestita, che imbraccia il proprio berimbau,
con ai piedi la panoplia di strumenti tipici della capoeira.
L'immagine,
elegante benché essenziale, trova subito corrispondenza nella proposta musicale,
che si apre con la raffinata bossa "Tatuagem", composta assieme a Gianni di
Benedetto e Aldo Bergamasco. Il sound del disco è immediatamente caratterizzato,
oltre dagli eccellenti arrangiamenti, in particolare dei fiati, dal sound
accurato e preciso della tromba di Maurizio Piancastelli, dalla chitarra, con
particolare menzione di quella elettrica, di Roberto Taufic, e dalle percussioni
sempre impeccabili di Roberto "Red" Rossi. Dal suo canto, Simon Papa interpreta
i brani del disco, sia quelli originali che le cover, con una voce calda e
intonata, estremamente comunicativa. Risultano particolarmente degni di nota
alcuni dei brani originali, come "Cliché", composta assieme a Federico Foce, e
tentativo perfettamente riuscito nella tradizione della bossa nova galante e
ironica, come una commedia di Neil Simon. Il seguente "Todas as vozes", composto
viceversa assieme a Roberto Taufic e Roberto Rossi, è una ballata lirica e
intensa, cui aggiungono spessore drammatico il violino suonato da Enrico Luxardo
e il violoncello di Massimo Barrera. L'accuratezza e il gusto degli
arrangiamenti fanno pensare, a più riprese, ai dischi di Rosa Passos, come nella
paradigmatica "Na onda", sublime bossa scritta da Roberto Taufic, e
caratterizzata dal sax, giustamente impertinente, di Giancarlo Maurino. Lo stato
di grazia si ripete, due tracce dopo, con "Batepapo", duetto in famiglia con
Roberto Taufic, sulle stesse latitudini del samba quebrado di Djavan, e brano
che sembra dotato di particolare verità di vita vissuta. Lo standard si mantiene
alto anche con il successivo "Wishing", in cui, per una volta in inglese, Simon
offre un sofisticato croonig in bossa nova, e decanta, in modo per nulla
stucchevole, il proprio fortunato sodalizio, non solo artistico, con mister
Taufic Hasbun. "Regaço", composto assieme a Rubinho Jacob, ricorda invece il
lascito di Joyce del periodo "Feminina", e chiude un disco elegante e essenziale
come un haiku zen.
10.11.2007