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ccccccDr.
Charlie
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CONTATTI
Giancarlo
Maurino giancarlomaurino@fastwebnet.it
Roberto
Taufic robertotaufic@fastwebnet.it
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L'emozione
e l'essenza di un linguaggio diretto che passa senza mediazioni dalle
corde della chitarra, dai tasti del sassofono all'ascoltatore, che trasmette
il lirismo e l'ispirazione dei musicisti.
Il Brasile, Guinga e Tom Jobim, il Jazz, Henry Mancini, Charlie Parker
e gli standard. Il suono delicato e caldo di strumenti utilizzati con
dolcezza, indugiando sulla frase, sulla note, sulle sensazioni e sul pathos
di ogni istante, facendo anche ricorso al virtuosismo, di tanto in tanto,
per sottolineare alcuni spunti, come le sovrapposizioni ritmiche del sassofono,
come l'ampliamento della dimensione delle frasi della chitarra, la bravura
di due musicisti che comprendono e sviluppano con naturalezza i temi e
le motivazioni dei brani. Queste le coordinate di Um abraço, lavoro
che vede Giancarlo Maurino e Roberto Taufic muoversi con disinvoltura
attraverso temi originali e brani celeberrimi, tra suggestioni provenienti
da mondi musicali diversi che si incontrano nell'interpretazione appassionata,
nel lasciarsi accompagnare dalla sensibilità e dalla completa adesione
all'emozione della musica.
Emozione è una parola che ricorre nell'ascoltare il disco e nel
ripensare ai concerti che il duo ha tenuto nell'ambito del festival di
Terni. Ma è la ricerca dell'emozione, il racconto e la narrazione
degli stati d'animo, delle sensazioni vissute nel riproporre, in modo
personale, brani celebri come The days of wine and roses o nella scrittura
delle composizioni originali, come quella dedicata a Charlie Parker, o,
ancora, nell'interpretare i brani di Guinga, la linea conduttrice del
lavoro. Giancarlo Maurino dispone il suono caldo e riflessivo dei suoi
sassofoni sulle armonie accoglienti della chitarra di Roberto Taufic e,
anche quando i due affrontano brani ritmicamente più sostenuti,
non viene mai meno l'attenzione alla dimensione narrativa del brano, alla
nota che sottolinea lo svolgersi delle emozioni.
Tutto questo con la grazia e la concisione di una formazione che si muove
con naturalezza nel binario, stretto, del duo; binario che viene ampliato
e colorato dalla voce, dai cambi di sassofono, dagli scambi e dagli unisono,
dalle ritmiche ottenute percuotendo il corpo della chitarra, dai rumori
propri degli strumenti suonati, corde, tasti, elementi che danno ancora
più la dimensione della partecipazione dei due musicisti. Partecipazione
che si trasforma in interplay, nella capacità di cambiare velocemente
la voce protagonista del duo, in modo quasi inavvertito, nella intenzione
di proseguire e esporre in due il medesimo discorso, la medesima sensazione.
La poesia di Nó na garganta e Horta, la verve di Di menor e Merry
go Round, la presenza emotiva del suono del sassofono e il moltiplicarsi
funambolico delle linee della chitarra nel corso dei vari brani, la capacità
di creare spazi sonori ed espressivi come in No fundo do rio, l'omaggio
alle sonorità parkeriane di Dr. Charlie e alla liricità
di Toninho Horta nel brano omonimo. L'incontro di chitarra, voce e sassofoni
raggiunge l'essenza dell'emozione, senza fronzoli, senza mai perdere di
vista la centralità della comunicazione, la voglia di mettere la
tecnica, il suono, gli accenti e i colori del suono al servizio, e in
modo completo, del dialogo tra musicisti e pubblico, nel rapporto tra
strumenti e musica.
E, per finire, Um Abraço segna l'esordio di una nuova etichetta
discografica, la Picanto Records, naturale prosecuzione del lavoro di
Sergio Gimigliano, di Francesca Panebianco e dello staff del Peperoncino
Jazz Festival: un ottimo avvio, con un disco ricco di personalità
e un progetto capace di coinvolgere sia nella registrazione che in concerto.
Fabio
Ciminiera - Jazz Convention Year 2005
C'è
un elemento familiare sempre presente in tutte le composizioni che rende
questa musica godibile per tutti quegli ascoltatori che hanno una sensibilità
e una capacità di apprezzare brani suonati con innocenza e gioia
incontenibile !
Wayne
Shorter
E’
raro sentire un CD di tale fattura! Se al primo ascolto la musica di Giancarlo
Maurino e Roberto Taufic vi lascerà una netta sensazione di appagamento
ma anche di curiosità per la sua freschezza e per la bellissima
melodia è negli ascolti successivi che scoprirete un vero e raffinato
duo che si incontra sul piano della poesia e dell’interplay. Un
caleidoscopio di colori vi accompagnerà, in viaggio tra le Americhe
e l’Italia, portandovi per mano attraverso l’essenza del suono
che a mio avviso resta, in questo lavoro discografico, il motivo ispirante
capace di raccontare con la parola sussurrata di un sax o di una chitarra.
E’ in questo senso che le composizioni originali e le rivisitazioni
dei brasiliani di Guinga e Jobim (oltre ad un evergreen come ‘The
days of wine and roses’ di Henry Mancini) diventano pretesto per
trasformare un incontro a due in un’opera corale articolata e scarna
nello stesso tempo.
“Duo ma… non Duo” non poteva che essere il titolo più
appropriato!
Paolo
Fresu
Questo
album dimostra come la totalità superi la somma delle parti. Più
che un duo, questo è un perfetto matrimonio di contenuti, stile
e suono. Le parole che mi vengono in mente sono: interazione, finezza,
varietà, umorismo, luce, brio, energia, calore. La musica si insinua
con gentilezza e si sprigiona intensamente. È uno dei miei cd preferiti
– vera musica!
Dick Halligan
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